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Come visitare la diga del Vajont in Friuli Venezia Giulia?

by alzatieviaggia@gmail.com
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Come arrivare, dove parcheggiare, e come visitare la diga del Vajont

9 ottobre 1963. 1910 vittime.

La tragedia del Vajont rappresenta una delle pagine più cupe della storia italiana.

Una massa di roccia si staccò franando dal Monte Toc, precipitando nel bacino artificiale sottostante e sollevando un’onda di 50 milioni di metri cubi che inondò ben 3 località. A causa di quanto accaduto la conformazione del territorio è cambiata notevolmente lasciando indelebile le tracce di questo disastro.

In questo articolo non vogliamo parlarvi della storia del disastro alla diga del Vajont, piuttosto vorremmo indicarvi nel dettaglio come poter visitare il posto fornendovi utili consigli per poter vivere al meglio l’esperienza. Vogliamo fare una precisazione: non si tratta di una gita divertente ma di un’esperienza di vita, dove il conoscere ciò che è realmente accaduto e diffondere i fatti per non dimenticare possa cosi portare a non ripetere errori già commessi.

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Dove si trova la diga del Vajont e come raggiungerla?

La diga, costruita a partire dal 1957, si trova tra i comuni di Erto e Casso in Friuli Venezia Giulia, a circa 1h d’auto da Pordenone.

Come visitare la diga del Vajont?

La diga è visitabile solo partecipando ad una delle tante visite guidate organizzate in loco. Ad oggi, le visite si tengono tutti i giorni al mattino per una durata totale di 40 minuti. Nel periodo invernale invece sono disponibili solo nel weekend.

È possibile anche partecipare ad un tour guidato di circa 3 ore assieme ad un’esperta guida naturalistica. Tour che comprende anche la visita alla frana del Monte Toc e ai suoi boschi. Potete trovare tutti i dettagli nel sito dell’ente Pordenone Turismo.

Punto d’incontro per visitare la diga del Vajont

Il punto di partenza si trova nel parcheggio più vicino alla diga.

Il parcheggio è a pagamento ad un costo di 2,00 €/h (10,00 € l’intera giornata).

Ad accogliere i visitatori una lunga fila di bandierine colorate appese lungo la staccionata. Le bandierine simboleggiano il numero di bambini morti durante la tragedia. Ogni anno, per l’anniversario del disastro, le bandierine vengono sostituite. Questo è uno dei tanti modi per poter tener viva la memoria.

Dove parcheggiare

Come detto sopra, il parcheggio più vicino alla diga prevede un costo di 2,00 €/h per un totale massimo di 10,00 €.

Eventualmente ad un costo leggermente inferiore (1,30 €/h) è possibile parcheggiare la propria auto anche al parcheggio più lontano. 6 minuti a piedi dal punto di incontro.

Cosa vedere nelle vicinanze?

Ripercorrendo l’itinerario da noi fatto, una tappa da non perdere è il piccolo borgo di Erto, Nert nel dialetto locale (da Nerta = dea della fertilità cimbra).

Dichiarato monumento nazionale nel 1976, Erto si divide in realtà in due: l’antico borgo nella parte più bassa ed Erto Nuova, popolata a seguito della tragedia del Vajont, nella parte sovrastante il vecchio paese.

Il centro storico, che si sviluppa attorno a Via Roma, ad oggi conta circa 60 abitanti ed è costituito da antiche case in pietra e viuzze acciottolate. Qui si respira ancora la magia di un tempo soprattutto grazie anche alle piccole attività locali di artigianato.

Erto è anche la casa del famoso Mauro Corona, scultore conosciuto a livello mondiale.

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Un’altra meta da non perdere nei dintorni della diga del Vajont è la Val Cimoliana all’interno del Parco Naturale delle Dolomiti Friulane (ne parleremo a breve in un articolo a parte!)

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Esperienza in collaborazione con Pordenone Turismo. All’interno del loro sito potete trovare i dettagli dell’intera esperienza e prenotare la visita guidata.

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