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La Sardegna agli occhi di un umbro

by alzatieviaggia@gmail.com

Sardegna: cosa vedere e fare

Oggi vi vogliamo portare in terra sarda e lo facciamo con un graditissimo ospite umbro che è stato uno dei primi partecipanti alla nostra iniziativa “Inno all’Italia” (leggi l’Inno al Veneto).

Vi presentiamo Giorgio Bicaroni (su ig gb_footravel, QUI):

“Sono Giorgio, ho 29 anni, sono nato in Umbria ma da diversi anni vivo lontano dalla mia regione, prima per studio e poi per lavoro. Sono vissuto e/o ho frequentato moltissime città e questo, forse, ha contribuito a rendermi “un cittadino del mondo” e ha alimentato la mia grandissima passione per i viaggi. Sono sempre spinto a conoscere nuove persone e culture. Ogni volta che torno a casa da un viaggio, porto con me un bagaglio di emozioni e ricordi, che amo riassumere nella bandiera del paese visitato.”

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Se ci pensate bene, anche solo per un attimo, vi viene in mente qualcosa di più “distante” di un umbro dalla Sardegna? Provate ad immaginare il disagio di un uomo abituato ad essere circondato da terra su di un’isola.

Provate ad immaginare il malessere di chi è abituato a mangiare carne 365 giorni l’anno e non ama (per usare un eufemismo!!) il pesce e all’improvvido si ritrova nella patria della bottarga. Aggiungete il candore della pelle del “malcapitato” e un sole cocente picchiare sulla sua pelle. No, almeno all’apparenza non c’è nulla di più “distante” di un umbro dalla Sardegna.

IL CIBO

Ma come tutti sanno, le apparenze, spesso, o meglio quasi sempre, ingannano. E allora pronti via e si parte subito con la cena tipica sarda. Ti aspetti antipasto di pesce, primo di pesce, secondo di pesce, contorno di pesce e invece ti ritrovi con un antipasto a base di deliziosi formaggi, dai più freschi ai più stagionati e una salsiccia, che si, assomiglia a quella (che sempre fiero di cotanta bontà) hai mangiato a casa tua. Pensi di essere stato fortunato e aspetti  il primo, ti presentano sul piatto i culurgiones, dei mega ravioloni, al pomodoro, ripieni di formaggio, patate e cipolle: fantastici! Ti viene in mente che il pericolo che tanto temevi, la bottarga, è scampato, ti senti abbastanza sazio  dici nel silenzio della tua mente: “bene, che si mangino pure la loro orata ora io sono a posto così!”.

Le sorprese non sono però finite e dalla cucina proviene un odore interessante, che ti sembra famigliare, ma stenti a crederci. Invece è proprio lui, un bel maialetto arrostito fa capolino sulla tavola. Strabuzzi gli occhi e realizzi che in realtà non sei proprio del tutto sazio, e che per quella pregiata carne, un angolino (nemmeno troppo piccolo) nel tuo stomaco è rimasto. Arrivato alla fine della cena, condita da un ottimo Cannonau, ti senti talmente a casa che provi anche a dispensare consigli: “perché non ci aggiungete qualche foglia di Mirto? No no, secondo me sarebbe il massimo su di un letto di finocchietto”. Un consiglio, non fatelo è tutto perfetto così.

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Cagliari la statua di S. Francesco

LE SPIAGGE

Ora sentire un umbro dare giudizi, ma anche solo parlare di spiagge, può far ridere i più, ma fidatevi, di più belle, anche se giraste tutto il mondo, difficilmente ne trovereste. Non so di preciso quante migliaia (o forse milioni) di spiagge, cale o calette ci siano in Sardegna. Due però mi hanno rapito il cuore.

IS ARUTAS

Ci troviamo nella zona centro occidentale dell’isola, nella provincia di Oristano. La prima è IS ARUTAS, dove le meraviglie della natura sembrano non voler finire mai, così lo spettacolo dei colori continua anche fuori dall’acqua, sulla spiaggia. Qui, dimenticatevi la classica e fastidiosissima (per un umbro) sabbia,sottile, fine e appiccicosa, qui avrete la fortuna di camminare su dei granelli di quarzo, che baciati dalla luce del sole, assumono le colorazioni più varie, dal rosa al bianco, per arrivare al verde. Tornerete a casa estasiati e senza un granello di sabbia (ricordare che non è un souvenir! Sono previste giustissime e salatissime sanzioni per chi decide di riportarsene un po’  a casa) ad infastidirvi nelle ciabatte.

THARROS

Dopo avervi parlato di  questa spiaggia, dove la natura incontaminata dell’acqua incontra l’incanto del quarzo, devo assolutamente farvi conoscere THARROS, dove il blu intenso del mare si fonde con la storia millenaria dell’isola. In questo magico angolo di mondo si trova infatti un’area archeologica di età fenicia che divenne insediamento cartaginese ed in seguito, dopo la conquista avvenuta nel 238 a.C., romano. Immaginate le sensazioni che si possono provare facendo un bagno in uno dei mari più belli del mondo mentre con la fantasia si è catapultati indietro di oltre 2000 anni e ci si affaccia sulle terme, su un anfiteatro o su un tempietto. Provate a chiudere un attimo gli occhi in questo momento, vi garantisco che sentirete le voci dei nostri avi parlare nel foro.

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Tharros le colonne e la Torre spagnola

La Sardegna non è solo natura, ma anche tradizioni, cultura e storia. Fate per questo motivo un giretto in una delle città dell’isola, troverete musei, mostre di costumi tradizionali e tanto artigianato, dal sughero alla gioielleria fino alla coltelleria. Dedicate una giornata alla visita di Cagliari, città universitaria, giovane ma al contempo ricca di storia. Salite sul Bastione di Saint Remy e aprite il vostro sguardo sul porto, smarritevi nei vicoletti del quartiere Castello e fermatevi per un aperitivo in uno dei tanti locali caratteristici, rinfrescatevi con un’Ichnusa e o un vermentino  e ripartite alla volta della Torre degli Elefanti e poi della cattedrale. Qui troverete anche un pezzo di Umbria: la statua di San Francesco. Poi, alla fine dei tanti sali e scendi della città, disperdetevi nelle viuzze del quartiere Marina, pieno di ristorantini tipici e deliziatevi con una cena a base di….carne ovviamente!!

Anche un umbro può lasciare il cuore in Sardegna e statene certi che tornerà a farsi coccolare da questa meravigliosa terra circondata dal mare.

Grazie a Giorgio Bicaroni, gb_footravel

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